Le tre chiavi di lettura del nuovo CCNL funzioni centrali

Il CCNL delle funzioni centrali (Ministeri, Enti pubblici non economici e agenzie fiscali), da poco sottoscritto, presenta alcuni aspetti innovativi che vale la pena di evidenziare.

Un contratto collettivo di solito viene visto come un insieme di regole che disciplinano il rapporto di lavoro. Soprattutto nella pubblica amministrazione, il contratto si applica come se fosse una legge: aumenti di stipendio, ferie, permessi, in generale istituti da applicare. Ed in parte è proprio così, ma in realtà un contratto collettivo può contenere anche altri aspetti (strumenti) che possono consentire al datore di lavoro di fare delle scelte per rendere la sua organizzazione più snella ed efficiente.

Le tre parole chiave del contratto sono : capitale umano, organizzazione e formazione.

Il “capitale umano” è un fattore determinante in una organizzazione fondata sul lavoro. Il contratto, oltre ai diritti e ai doveri del dipendente, introduce alcuni istituti volti a valorizzare la performance individuale dei dipendenti e soprattutto un nuovo sistema di classificazione del personale.

Il nuovo ordinamento prevede una semplificazione del sistema conseguente al superamento delle vecchie posizioni economiche sostituite da un’unica posizione giuridica per ciascuna area, nonché l’introduzione di una quarta area, denominata “area delle elevate professionalità”, nella quale verranno assunti dipendenti in possesso di elevata qualificazione professionale, e che rappresenta un futuro sbocco professionale per i funzionari già presenti nell’amministrazione. Dal punto di vista economico invece l’accordo stabilisce un percorso economico chiaro e semplificato, che consente alle lavoratrici e ai lavoratori di acquisire quote aggiuntive di stipendio, denominate differenziali stipendiali, volte a remunerare sia le migliori performance, sia il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito.

In questo quadro giuridico delineato dal contratto si inserisce la seconda parola chiave che è “organizzazione”. Qui entra in campo il datore di lavoro (l’amministrazione) che nel quadro delineato, deve individuare le soluzioni migliori: le scelte. Come vanno fatte queste scelte? Dove vanno fatte?

Per il “come” occorre una attenta analisi della situazione interna del personale: su quali professionalità si può contare e quali competenze sono necessarie per affrontare le nuove sfide. Fino ad oggi l’offerta di posizioni lavorative nella pubblica amministrazione si è rivolta, principalmente, a soggetti dal profilo generalista. La transizione digitale ed ecologica richiedono invece la ricerca di competenze informatiche, manageriali o, più in generale, volte ad una logica di problem solving. Questa attenta analisi del fabbisogno deve essere coniugata all’interno dei profili professionali che ogni amministrazione dovrà individuare, previo passaggio con le organizzazioni sindacali.

Dove vanno fatte le scelte del datore di lavoro? Nella contrattazione integrativa. È nella contrattazione aziendale che l’amministrazione deve portare la sua idea di gestione del personale e confrontarsi con le organizzazioni sindacali.

La terza chiave di lettura è la “formazione” . Nell’accordo oltre ad un articolo specifico per la formazione dei dipendenti, è stato inserito un articolo dal titolo “pianificazione strategica di conoscenze e saperi”. La norma contrattuale stabilisce che le amministrazioni devono favorire misure formative finalizzate alla transizione digitale , nonché pianificare programmi di upskilling e di reskilling per i dipendenti anche in relazione al monitoraggio della performance individuale, al fine di incoraggiare i processi di sviluppo e trasformazione della Pubblica Amministrazione.

Nei prossimi post cercherò di esaminare ogni singola parola chiave in modo più approfondito e con un approccio il meno possibile giuridico.

https://www.aranagenzia.it/attachments/article/12775/CCNL%20e%20Frontespizio%20Comparto%20Funzioni%20Centrali%202019_2021.pdf

Le tre chiavi di lettura del nuovo CCNL funzioni centrali

8 risposte a “Le tre chiavi di lettura del nuovo CCNL funzioni centrali”

  1. Vanno benissimo le interpretazioni in queste chiavi di lettura! Ma senza dubbio penso che a livello ministeriale debbano decidere di dare delle risposte concrete ai lavoratori! Soprattutto facendo al più presto una cosa!!!! Rinnovare il contratto e, soprattutto metterci dei soldi veri , non un’elemosina come si paventa ( 80.00 € !!!!!!)
    A volte penso che chi ci governa viva in un altro pianeta!!!!
    Poi , basta con queste celebrazioni degli angeli ( neanche pagati ! ) per il lavoro svolto in pandemia con le vaccinazioni e senza parlare del resto !!!! Basta
    Fate un contratto degno di questo nome grazie!
    Alfredo Di Stefano ( infermiere professionale)
    Buona serata

    1. Grazie per il suo commento. L’articolo si riferisce al contratto delle funzioni centrali, ma può valere anche per il contratto della sanità. Stiamo cercando di fare un buon contratto, in ogni caso l’aumento medio complessivo di cui discutiamo è più alto di 80 euro.
      Buona serata a lei.

  2. Buonasera Presidente Naddeo, il nuovo contratto prevedendo la figura giuridica unica di Funzionario nella Terza Area come ha scritto lei, che racchiude tutti i Funzionari anche quelli senza laurea, di fatto dequalifica i Direttori che in atto in molte realtà hanno un mansionario di elevata professionalità. Peraltro abolisce il profilo di Direttore messo a concorso nella Giustizia due anni fa e per il quale si richiedeva laurea in giurisprudenza ed abilitazione alla professione di avvocato. Mi chiedo come si possa accettare una simile vergogna. Se tutti i Direttori avessero accesso alla Quarta Area il problema non si porrebbe ma poiché questa garanzia l’Aran mi sembra di capire non la possa dare mi domando come lei non abbia dato indicazione per tutelare i Direttori consentendo iche questi ora possano essere così mortificati.

    1. La presenza dei Direttori nella Giustizia è anacronistica. Anche il direttore è a tutti gli effetti un funzionario. Né più, né meno. Tutti gli ultimi CCNL già fissavano il principio in base al quale all’interno della propria area, tutti possono fare tutto. Solo i direttori della Giustizia lo hanno eradicato nella loro strana mentalità…

  3. Chi è già un funzionario in area apicale (in area C per gli enti pubblici non economici) divenuto tale affrontando un apposito concorso per laureati magistrali/specialistici deve andare in automatico in quarta area. Essendo costui già in forza prima dell’entrata in vigora del nuovo CCNL, non potete declassarlo da apicale (quindi subito al di sotto del dirigente) a non più apicale, e magari commistionarlo insieme a personale diplomato, o acceduto con concorso da diplomati o laureati triennali.

    Si procederà dinanzi tutte le corti, se necessario.

    Saluti

    1. La legge ha previsto, attraverso il contratto, l’istituzione di una quarta area, ma le risorse per il finanziamento devono essere reperite nell’ambito delle facoltà assunzionali. Per questo il CCNL non ha potuto fare nessun inquadramento automatico. L’area nasce vuota e saranno le amministrazioni a dover prevedere i posti finanziandoli con le risorse per le assunzioni. In ogni caso la terza area dei funzionari ha una declaratoria delle mansioni simile a quella vigente. Per l’accesso è prevista la laurea triennale o magistrale. Inoltre le amministrazioni possono utilizzare anche le posizione organizzative. Rilevo infine che le posizioni economiche all’interno delle Aree, secondo i precedenti CCNL, avevano esclusivamente un valore economico. Il personale nelle posizioni più alte manterrà lo stipendio in godimento e avrà la possibilità di avere nuove progressioni economiche.
      Saluti

      1. Le farebbe piacere se, nell’area dirigenziale, venisse istituita un’ulteriore fascia dirigenziale, chiamiamola “premium” ( a cui lei non accederebbe in automatico), che soverchiasse la dirigenza di prima fascia, e al contempo si desse l’opportunità quasi automatica di far passare in prima fascia tutti i dirigenti di seconda fascia?

        I vertici mancano di empatia e scarsa visione!

        Ripetiamo il nostro impegno a far valere tutte le nostre prerogative in ogni sede.

        Buon pranzo.

        1. Io non devo risponderle cosa mi farebbe piacere o meno, io le ho risposto con quello che prevede la legge e lei dovrebbe sapere che una legge va rispettata. Le consiglio di leggere bene la legge e poi il contratto, invece di parlare di empatia e scarsa visione.
          Saluti

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