Il vento caldo di Roma soffiava sulle strade silenziose mentre Elena Rossi e Marco Bianchi si preparavano ad affrontare una nuova sfida. Il cerchio intorno ai Custodi della Verità si stava stringendo, e con ogni arresto, scoprivano un nuovo tassello del loro complesso puzzle ideologico. Tuttavia, più imparavano su questo gruppo, più si rendevano conto che i Custodi della Verità non erano solo terroristi o ribelli. Erano una parte di qualcosa di molto più radicato, una vecchia struttura burocratica che non voleva cedere al cambiamento.
I Custodi della Verità non si opponevano solo all’Oracolo come macchina; si opponevano all’intera idea di innovazione. Loro, rappresentanti di un sistema antiquato, consideravano la tecnologia una minaccia all’ordine che avevano mantenuto per decenni. Le loro radici affondavano in una burocrazia che prosperava su regolamenti rigidi, procedure lente e un potere che era detenuto dalle mani di pochi eletti. L’Oracolo, con la sua capacità di valutare in modo efficiente e imparziale, rappresentava per loro l’inizio della fine.
Elena rifletteva su questo mentre camminava verso il suo ufficio. Non poteva fare a meno di paragonare i Custodi della Verità a una vecchia generazione di burocrati, personaggi che per anni avevano costruito muri intorno a se stessi, preferendo mantenere un controllo rigido anziché adattarsi. Lei stessa aveva assistito a questi comportamenti nella sua carriera: dirigenti che ostacolavano ogni passo avanti per paura di perdere la propria influenza.
Mentre Elena si sedeva alla sua scrivania, Marco entrò con una pila di documenti. “Abbiamo trovato un altro membro dei Custodi,” disse, posando i fogli. “Sembra che questo gruppo sia stato fondato da funzionari di alto livello che temevano l’introduzione dell’Oracolo già dai primi giorni del progetto.”
Elena alzò lo sguardo, sorpresa. “Funzionari di alto livello? Significa che non è solo una ribellione contro l’Oracolo, ma un rifiuto completo del cambiamento.”
Marco annuì. “Esatto. Per anni hanno prosperato in un sistema che favoriva il controllo, la manipolazione delle informazioni e la lentezza decisionale. Ora, con l’Oracolo che promette efficienza e trasparenza, stanno perdendo la presa sul potere. Per loro, è come vedere il vecchio mondo crollare.”
Elena rifletté su queste parole. “Non è solo la paura della tecnologia, allora. È la paura di un mondo che non li ha più come protagonisti. Un mondo in cui le decisioni non passano più per le loro scrivanie, dove non possono più nascondersi dietro pile di scartoffie.”
Mentre parlavano, una telefonata urgente interruppe la conversazione. Era il Direttore del Centro di Valutazione. “Dottoressa Rossi, abbiamo ottenuto nuove informazioni dai nostri interrogatori. I Custodi della Verità hanno organizzato una serie di sabotaggi imminenti. Stanno pianificando di colpire l’Oracolo direttamente.”
Elena si sentì improvvisamente gelare. “Dobbiamo fermarli subito. Mandate tutte le risorse disponibili per proteggere il Centro e l’Oracolo.”
La chiamata si concluse e Marco guardò Elena con una determinazione feroce negli occhi. “Questo è il loro ultimo tentativo. Stanno cercando di distruggere ciò che non possono controllare.”
Elena annuì, sentendo il peso della responsabilità sulle sue spalle. “Hanno usato la burocrazia come uno scudo per mantenere il potere, e ora che lo stanno perdendo, sono disposti a tutto pur di fermare l’avanzata del futuro.”
Nei giorni successivi, le operazioni di sicurezza vennero intensificate, e l’indagine sui Custodi della Verità prese una svolta decisiva. Con ogni nuovo arresto, emergeva un quadro sempre più chiaro di questo gruppo, composto principalmente da burocrati di vecchio stampo, abituati a un potere lento e consolidato. Si erano infiltrati in settori chiave del governo, convinti che il loro modo di fare fosse l’unico possibile, l’unico giusto.
Elena non poteva fare a meno di pensare a come la loro resistenza fosse in realtà un eco della stessa mentalità che aveva caratterizzato la burocrazia per secoli: un sistema che si nutriva della complessità e dell’inefficienza, in cui solo coloro che conoscevano le giuste leve potevano prosperare. L’Oracolo, invece, offriva una trasparenza che spazzava via le vecchie strutture.
Un giorno, durante un interrogatorio, uno dei membri catturati spiegò apertamente il loro scopo: “Non è solo l’Oracolo. È la fine di tutto ciò che rappresentiamo. Quando le persone non avranno più bisogno di noi per prendere decisioni, quando i dati saranno liberi e accessibili… sarà il nostro oblio. Noi siamo i Custodi della Verità, perché solo noi possiamo proteggere la vera essenza del potere. Il potere non è nei numeri, è nel controllo.”
Quelle parole riecheggiarono nella mente di Elena. Il potere nel controllo. Ecco cosa avevano sempre desiderato: mantenere la capacità di decidere chi era degno, chi era utile, chi doveva restare ai margini. L’Oracolo, con la sua logica fredda e imparziale, aveva spazzato via la loro capacità di manipolare la verità. Non c’era più bisogno di favoritismi o di complesse reti di contatti; tutto si basava sui dati, sugli individui e sulla loro reale capacità.
Elena e Marco, nel frattempo, intensificarono i loro sforzi per contrastare i Custodi della Verità. Ogni arresto era un passo più vicino al leader del gruppo, la mente dietro l’intera cospirazione. Ma mentre si avvicinavano sempre di più alla verità, Elena non poteva fare a meno di chiedersi: quanto radicata era questa vecchia mentalità nel sistema? Sarebbe stato sufficiente eliminare i Custodi, o la lotta per il cambiamento avrebbe richiesto ben altro?
Mentre rifletteva, la notizia di un nuovo attacco imminente arrivò alle loro orecchie. I Custodi della Verità stavano preparando il colpo finale.
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