La comunicazione, a mio avviso, è una delle competenze più importanti per un dirigente della Pubblica Amministrazione (PA). Non si tratta solo di un’abilità tecnica, ma di un vero e proprio strumento per costruire relazioni, motivare le persone e trasmettere l’importanza del lavoro che facciamo. In particolare, penso che la capacità di parlare rivesta un ruolo centrale, perché con le parole possiamo ispirare, negoziare e rendere comprensibile l’operato della PA.
Parlare per ispirare: il dirigente come leader comunicativo
Secondo me, un dirigente non è solo un amministratore o un gestore di risorse, ma anche un leader che deve saper ispirare. Parlare non significa semplicemente trasmettere informazioni, ma riuscire a coinvolgere emotivamente chi ci ascolta. Credo che la forza di un discorso risieda nell’autenticità: un dirigente che parla con trasparenza e passione riesce a creare un legame di fiducia, sia con i propri collaboratori che con i cittadini.
Mi è capitato, nella mia esperienza, di vedere come un messaggio ben formulato possa fare la differenza in momenti difficili. Spiegare una decisione, motivare un gruppo o chiarire un obiettivo può trasformare l’incertezza in fiducia e la resistenza al cambiamento in azione.
La chiarezza: rendere il complesso comprensibile
Un aspetto che ritengo fondamentale è la capacità di rendere comprensibili concetti spesso complessi. La PA, purtroppo, viene spesso percepita come distante e incomprensibile. Noi dirigenti, secondo me, abbiamo il dovere di abbattere queste barriere, evitando il linguaggio burocratico e scegliendo parole semplici, chiare e accessibili.
Quando parlo a una platea o a un gruppo di lavoro, cerco sempre di adattare il mio linguaggio al pubblico che ho davanti. Raccontare esempi concreti, usare storie reali o metafore mi aiuta a spiegare concetti che, diversamente, potrebbero risultare astratti. La chiarezza, secondo me, non è solo un atto di rispetto verso chi ci ascolta, ma anche un modo per costruire fiducia.
Parlare in pubblico: una competenza da allenare
Devo ammettere che parlare in pubblico non è sempre stato semplice per me. È una competenza che si sviluppa con il tempo e con l’esperienza. Personalmente, ho imparato che ciò che mi aiuta di più è evitare di leggere e non utilizzare slide durante i miei interventi. Preferisco stabilire un contatto diretto con il pubblico, osservare le loro reazioni e cercare di capire se stanno seguendo con attenzione o se qualcosa non è chiaro. Questo mi permette di adattare il tono, il ritmo o persino il contenuto del discorso in tempo reale.
Credo che la preparazione sia la chiave per affrontare anche le platee più esigenti. Prima di un intervento, mi assicuro di avere una scaletta chiara e di conoscere bene il pubblico. Penso inoltre che elementi come il tono della voce, il linguaggio del corpo e il contatto visivo siano fondamentali per rendere un discorso efficace. Parlare in pubblico, a mio avviso, è un’arte che richiede non solo tecnica, ma anche autenticità e passione.
Parlare per negoziare e mediare
Nella mia esperienza, ho imparato che il dirigente della PA deve essere anche un mediatore. Nei tavoli di contrattazione o nella gestione dei conflitti interni, le parole giuste possono fare la differenza. Per me, la capacità di ascoltare è altrettanto importante di quella di parlare. Senza un ascolto attivo, non è possibile costruire soluzioni condivise o raggiungere un consenso.
Credo che un dirigente debba saper dosare fermezza e flessibilità, spiegando con chiarezza le proprie posizioni, ma mostrando anche apertura verso le esigenze altrui. Parlare in questi contesti non è mai semplice, ma è essenziale per costruire relazioni di fiducia e per guidare verso soluzioni equilibrate.
L’evoluzione della comunicazione: dal dialogo al digitale
Non posso non sottolineare quanto la comunicazione sia cambiata negli ultimi anni. Oggi, gran parte delle interazioni avviene in ambienti virtuali, come webinar, videoconferenze o social media. Personalmente, trovo che parlare attraverso questi strumenti richieda un adattamento particolare. Mantenere l’attenzione e trasmettere professionalità in un contesto digitale non è sempre facile.
Tuttavia, credo che le opportunità offerte da questi strumenti siano enormi. Possono aiutarci a raggiungere un pubblico più ampio e a rendere l’amministrazione più accessibile. Sta a noi dirigenti imparare a utilizzarli in modo efficace, senza perdere autenticità e autorevolezza.
Conclusioni
A mio avviso, la capacità di parlare è una competenza imprescindibile per ogni dirigente. È attraverso le parole che possiamo ispirare, costruire fiducia e rendere la PA più comprensibile e vicina ai cittadini. Per questo, ritengo che investire nella formazione e nel miglioramento delle competenze comunicative debba essere una priorità.
In fondo, come spesso mi piace ricordare, parlare bene non è solo una questione di forma, ma di sostanza. Comunicare meglio significa gestire meglio, e questo, nella Pubblica Amministrazione, può fare davvero la differenza.
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