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Elevate Professionalità: La Nuova Era della Pubblica Amministrazione

Dipartimento funzione pubblica

Elevate professionalità nella PA

Il recente DPCM sulle autorizzazioni alle assunzioni nelle amministrazioni centrali, firmato dai ministri Zangrillo e Giorgetti, segna un passo significativo verso il rinnovamento della Pubblica Amministrazione. Con l’autorizzazione a reclutare 4.341 unità di personale a tempo indeterminato, emerge un’attenzione particolare per le elevate professionalità, un segnale di cambiamento volto a rendere la PA più moderna e competitiva.

Un’importante opportunità per la PA

Le autorizzazioni previste nel DPCM riguardano diverse amministrazioni statali, agenzie ed enti pubblici non economici, con un dettaglio preciso sui posti disponibili, le qualifiche richieste e le modalità di reclutamento. Tra i principali beneficiari troviamo:

Va evidenziato anche che nell’autorizzazione alle assunzioni compare il contratto di apprendistato. In particolare, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è autorizzato ad assumere 4 funzionari tramite contratto di apprendistato. Un piccolo segnale che si auspica possa essere da traino per le altre amministrazioni pubbliche.

Elevate professionalità: un passo avanti per la valorizzazione delle competenze

Uno degli aspetti più rilevanti di questo DPCM è il numero di assunzioni destinate alle elevate professionalità, figure chiave per garantire una gestione più efficiente e innovativa della PA. Le principali amministrazioni coinvolte includono:

In totale, si tratta di 143 assunzioni per elevate professionalità, di cui 80 tramite concorso pubblico e 63 tramite progressione tra le aree.

Un cambiamento necessario per attrarre i giovani talenti

Il rafforzamento delle elevate professionalità nella PA è un segnale positivo per il futuro del settore pubblico. La valorizzazione delle competenze specialistiche, unita alla possibilità di accesso tramite concorso pubblico, rappresenta un’opportunità per i giovani talenti che desiderano contribuire alla modernizzazione della macchina amministrativa.

L’attrattività della PA nei confronti dei giovani passa non solo attraverso l’ampliamento delle opportunità di carriera, ma anche attraverso un miglioramento delle condizioni di lavoro, della formazione continua e della digitalizzazione dei processi. In questo contesto, il DPCM rappresenta un punto di partenza per rendere il settore pubblico più competitivo rispetto al mercato privato anche dal punto di vista retributivo, considerando che un’elevata professionalità può arrivare a una retribuzione di circa 70 mila euro annui.

Conclusioni

Con questo DPCM, la Pubblica Amministrazione compie un  passo concreto verso il potenziamento delle sue risorse umane, investendo sulle elevate professionalità e sulle competenze strategiche necessarie per affrontare le sfide future. La sfida ora sarà quella di proseguire su questa strada, garantendo processi di selezione efficienti e percorsi di crescita professionale che rendano la PA un ambiente di lavoro dinamico, innovativo e attrattivo per le nuove generazioni.

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