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Riforma della carriera dirigenziale e valutazione della performance nella Pubblica Amministrazione

Palazzo Vidoni - sede del Dipartimento della Funzione Pubblica

Il Disegno di Legge n. 2511, presentato dal Ministro Zangrillo, propone modifiche significative allo sviluppo della carriera dirigenziale e al sistema di valutazione della performance del personale, sia dirigenziale che non dirigenziale, nelle pubbliche amministrazioni italiane.

1. Temi principali della riforma

La riforma si concentra su due pilastri fondamentali:

Questi interventi sono motivati dalla necessità di modernizzare la pubblica amministrazione, renderla più attrattiva per le nuove generazioni e allinearla agli standard europei e internazionali, superando le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti e dall’OCSE.

2. Idee e fatti più importanti

2.1. Obiettivi e Motivazioni della Riforma

Il Disegno di Legge nasce dalla consapevolezza delle “importanti trasformazioni che hanno interessato il tessuto sociale e produttivo in questi ultimi anni” e che hanno coinvolto anche la pubblica amministrazione. L’obiettivo primario è “introdurre nuovi strumenti per migliorare la prestazione (performance) individuale e organizzativa delle pubbliche amministrazioni e collegare a questo nuovo sistema di valutazione anche nuove prospettive di crescita e di progressione di carriera.”

Un fattore chiave è l’attrattività per le nuove generazioni, che “a differenza del passato, puntano non tanto alla stabilità del posto di lavoro quanto alla prospettiva di crescita sotto l’aspetto professionale e sotto quello economico in relazione al merito.”

La riforma è inoltre una risposta diretta alle criticità rilevate:

2.2. Riforma del sistema di valutazione della performance (Parte prima )

La prima parte della riforma si concentra sul miglioramento dell’efficacia e utilità dei sistemi di valutazione attuali, ponendo al centro la leadership e superando la valutazione gerarchica unidirezionale.

2.3. Riforma dell’accesso alla dirigenza e sviluppo di carriera (Fase 2)

La seconda parte della riforma introduce lo sviluppo di carriera come modalità di accesso alla dirigenza, affiancando il concorso pubblico.

  1. Valutazione comparativa dei titoli, della performance individuale, delle capacità organizzative e attitudinali negli ultimi 5 (o 2) anni.
  2. Prova scritta e orale.

2.4. Riforma degli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV)

L’articolo 11 delega il Governo ad adottare decreti legislativi per la riforma degli OIV, con l’obiettivo di “rafforzamento del controllo della performance, dell’indipendenza e della terzietà del controllo”.

2.5. Disposizioni transitorie e clausola di salvaguardia

3. Impatti attesi

La riforma si propone di generare i seguenti impatti:

4. Aspetti economici e finanziari

Il Disegno di Legge e i decreti legislativi attuativi sono concepiti per essere a costo zero per la finanza pubblica. “Dall’attuazione dei decreti legislativi… non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di rispettiva competenza con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.” Le economie derivanti dalla differenziazione delle retribuzioni legate alla performance dei dirigenti saranno destinate all’incremento delle risorse per il personale non dirigenziale.

5. I Passi dopo l’approvazione della legge

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