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Sfidare le Regole per Innovare nella PA

Nelle pubbliche amministrazioni (PA), ogni tentativo di cambiamento incontra inevitabilmente barriere formali: norme, regolamenti e prassi consolidate che, per quanto necessarie, possono a volte rallentare l’innovazione e l’efficienza. Tuttavia, c’è una sottile linea tra il rispetto delle regole e la capacità di deviare dai percorsi prestabiliti per portare avanti soluzioni nuove e più efficaci. Le soluzioni alternative o “workaround” rappresentano meccanismi potenti, capaci di aggirare questi vincoli senza violare le leggi, stimolando nel contempo un’innovazione positiva e pragmatica.

Deviare dalle norme non significa agire fuori dalla legalità, ma trovare strade che permettano alle amministrazioni di raggiungere i propri obiettivi in modo più efficace e al passo con i cambiamenti della società. Le PA sono spesso percepite come strutture rigide, ma la necessità di affrontare nuove sfide — dai bisogni sociali emergenti alla digitalizzazione — richiede un approccio flessibile che non si limiti alla mera adesione alle regole esistenti.

Esempi celebri, come la creazione dell’Aspirina o del LED blu, ci mostrano come alcune delle invenzioni più significative siano nate proprio grazie a individui capaci di sfidare le direttive aziendali per portare avanti progetti in cui credevano. Questo spirito di deviazione costruttiva può essere applicato anche nella PA: affrontare le regole con un atteggiamento critico e, quando possibile, trovare modi creativi per superarle. Pensiamo, per esempio, a innovazioni nella gestione dei servizi o all’introduzione di tecnologie digitali che, per portare il massimo beneficio, hanno dovuto superare resistenze formali e burocratiche.

Le PA possono promuovere una cultura che accolga questa “devianza positiva” incentivando la flessibilità e un’attitudine sperimentale nel personale. Questo non significa agire in modo anarchico, ma piuttosto incentivare modalità pragmatiche di risoluzione dei problemi che, pur rispettando i principi fondamentali, consentano di fare le cose in modo più pratico e immediato. Ad esempio, si potrebbe dare maggiore autonomia operativa a chi è in prima linea nella gestione dei servizi, offrendo loro la possibilità di adattare le procedure alle esigenze specifiche, favorendo un impatto immediato e tangibile.

Questa forma di devianza positiva può rappresentare una risorsa importante per innovare, ma richiede una PA aperta al cambiamento, disposta ad accettare anche i tentativi meno riusciti come parte di un processo di miglioramento continuo. Creare un ambiente in cui i dipendenti sentano di poter esplorare nuove soluzioni, anche se non perfette, può generare un impatto straordinario.

In conclusione, promuovere una cultura del “workaround” nelle PA non significa disattendere le regole, ma piuttosto cercare modi nuovi per affrontare le sfide quotidiane. Solo con una mentalità aperta al cambiamento e pronta a valorizzare il pragmatismo e l’iniziativa personale le pubbliche amministrazioni potranno rispondere alle esigenze della società moderna, mantenendo alta l’efficacia e la qualità dei servizi.

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