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La Pubblica Amministrazione tra Management e Valore Pubblico

PAzzesco ma vero con la prof. Denita Cepiku

La recente puntata di “Pazzesco Ma Vero” ha offerto una conversazione straordinaria e profondamente stimolante con la Professoressa Denita Cepiku, docente di management pubblico all’Università di Tor Vergata e coordinatrice di un corso di specializzazione in Management. L’obiettivo principale della chiacchierata è stato quello di smontare il preconcetto di una pubblica amministrazione (PA) solo vecchia e burocratica, per rivelare invece una realtà dinamica e ricca di opportunità. L’ospite, con la sua vasta esperienza anche nel Dipartimento della Funzione Pubblica, ha guidato un’analisi approfondita dell’evoluzione e delle sfide del management pubblico in Italia.

L’Inaspettato Percorso verso il Management Pubblico

Il Prof. Cepiku ha rivelato che il suo interesse per il management pubblico è nato in modo “molto accidentale”. Inizialmente orientata allo studio delle istituzioni internazionali, si è imbattuta in due corsi obbligatori di management pubblico tenuti da Marco Meneguzi e Luciano Hinna. Questo incontro si è rivelato una “amore a prima vista”, trasformando la sua percezione di un mondo che le sembrava “molto noioso, burocratico, fatto solo di regole” in uno di grande importanza. Questa esperienza personale sottolinea come la scoperta del vero potenziale e impatto delle amministrazioni pubbliche possa cambiare radicalmente le prospettive.

L’Evoluzione dell’Insegnamento e l’Attrazione per i Giovani

Insegnare public management oggi è “molto bello”, a differenza dei decenni precedenti in cui i corsi erano poco considerati a causa del blocco dei concorsi. Sebbene molte università avessero chiuso i corsi di laurea in management pubblico, c’è stata un’esplosione di master, segno che funzionari e dirigenti pubblici hanno sempre più riconosciuto l’importanza di questa disciplina.

Attualmente, si assiste a una graduale riattivazione dei corsi triennali, anche con modalità “blended” per coinvolgere chi già lavora. Questo è cruciale perché, come sottolinea la Prof.ssa Cepiku, i giovani di oggi cercano un “senso” in ciò che fanno. Non sono più attratti solo dalle grandi multinazionali, ma guardano anche alle grandi non-profit come Save the Children o Medici Senza Frontiere. È fondamentale far capire che le pubbliche amministrazioni, che sono “diecimila e non una”, hanno una finalità e una missione sociale altrettanto importanti, se non di più, rispetto al non-profit, grazie anche a un’accountability rafforzata. L’insegnamento del management pubblico riattiva, quindi, questo senso di utilità che i giovani cercano, mostrando loro che il settore pubblico può offrire la stessa motivazione e soddisfazione personale e professionale.

Limiti e Sfide della Valutazione della Performance nella PA

Una delle criticità principali nel management pubblico italiano riguarda i sistemi di valutazione della performance. La Prof.ssa Cepiku identifica come limite principale la mancanza di programmazione. Valutare senza aver prima definito obiettivi chiari porta a una valutazione soggettiva e potenzialmente arbitraria, che spesso si traduce in valutazioni uniformi e “premialità a pioggia”.

Un’altra sfida è la difficoltà nel misurare le performance nel pubblico con la stessa facilità del privato. Spesso, “non tutto quello che è importante si può misurare, non tutto quello che si misura è importante”. È necessario accettare “misure e obiettivi cosiddetti imperfetti”, specialmente quando si tratta di obiettivi di valore pubblico, che sono i più importanti per il cittadino e la società, anche se non pienamente sotto il controllo del vertice. Questo implica concentrarsi su ciò che conta, accettando misurazioni parziali e evitando di strumentalizzare politicamente i dati. L’uso di algoritmi è benvenuto, ma non deve sostituire la responsabilità politica e amministrativa di prendere decisioni.

La Prof.ssa Cepiku è molto chiara sull’importanza di non importare acriticamente strumenti di gestione dal settore privato (come la Balanced Scorecard o sistemi contabili aziendali) senza adattamenti specifici per la PA. La teoria e la pratica sono progredite, e molte amministrazioni pubbliche italiane hanno già sviluppato ottimi sistemi di performance specifici per il settore.

Esempi Positivi e il Ruolo della Leadership

Nonostante i limiti, esistono amministrazioni pubbliche che hanno lavorato molto bene sulla performance e la definizione degli obiettivi. Queste eccellenze sono contraddistinte da:

• Competenze: Persone esperte o desiderose di imparare.

• Pragmaticità: La capacità di non farsi fermare da una normativa rigida o da una mancanza di indicazioni dettagliate, ma di interpretare e agire per misurare ciò che è importante e progredire.

Questa pragmaticità si lega al concetto di leadership. Un leader, un dirigente, deve essere capace di andare oltre il mero adempimento normativo, trovando gli spazi per raggiungere gli obiettivi. Le riforme sono state importanti, ma il loro vero impatto si vede negli “interpreti”, ovvero nelle persone che le attuano. L’innovazione avviene dove ci sono persone che vogliono innovare, mentre l’adesione alla “comfort zone” porta alla sola osservanza della legge.

La Cruciale Interazione tra Politica e Amministrazione

Una sfida significativa risiede nel rapporto tra vertice politico e vertice amministrativo. Non è facile distinguere tra aspetti politici e gestionali, poiché anche decisioni operative hanno implicazioni politiche. In Italia, i cicli politici sono brevi (media di un anno e mezzo per i governi), mentre la strategia richiede orizzonti di 5-10 anni. In questo contesto caotico e in rapido cambiamento, il soggetto chiave è il vertice amministrativo, ovvero direttori generali e dirigenti, che godono di maggiore stabilità.

Questi devono destreggiarsi tra tre orizzonti:

• Il breve orizzonte politico: Non può essere ignorato, poiché il politico democraticamente eletto definisce le priorità.

• L’orizzonte medio: Legato a scadenze normative e bilanci triennali (es. PIAO).

• L’orizzonte più lungo (valore pubblico): L’impatto a lungo termine di ogni decisione.

La Prof.ssa Cepiku sottolinea come la bravura sia tenere in equilibrio questi tre orizzonti, pur riconoscendo i “trade-off” (es. soddisfare il politico a breve termine può creare problemi di bilancio dopo). Si è insistito molto sui dirigenti nelle riforme, ma troppo poco sui politici, e il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) è un esempio lampante: uno strumento evoluto per comunicare il valore pubblico e misurare i risultati, ma con uno scarso interesse da parte dei vertici politici.

La debolezza sta nell’anello politico della catena dell’accountability. Un politico che deve rendere conto dei risultati sarà più interessato a circondarsi di dirigenti competenti, non di “yes-men”. Il compito del vertice amministrativo è tradurre le priorità politiche, che possono essere vaghe, in obiettivi di valore pubblico chiari e fattibili, basati sulle risorse disponibili.

Rafforzare la Dirigenza e l’Importanza dei Dati

È fondamentale rafforzare la dirigenza. La Prof.ssa Cepiku ha evidenziato come in altri paesi, come la Finlandia, l’uso dell’evidence-based policy sia molto regolamentato. Esiste un database centralizzato di tutte le ricerche finanziate con fondi pubblici, che i dirigenti utilizzano abitualmente. Prima di prendere una decisione, è obbligatorio esplicitare quali dati sono stati consultati e come sono stati usati. Questo conferisce forza alla dirigenza, permettendole di proporre soluzioni basate su evidenze scientifiche e non su opinioni personali, e rafforza il legame tra università e pubblica amministrazione.

Consigli per i Giovani che Vogliono Lavorare nella PA

La Prof.ssa Cepiku consiglia assolutamente ai giovani di lavorare nella pubblica amministrazione, considerandola un “privilegio”. Per prepararsi ai concorsi, un consiglio pratico è studiare più diritto.

Una volta entrati, il consiglio più importante è essere coraggiosi:

• Non sempre ci si troverà in contesti innovativi.

• Non abbiate paura di proporre le vostre idee e il vostro punto di vista, che sarà diverso da quello di chi lavora da anni.

• Non limitatevi a inserirvi nel “flusso esistente” o nella “routine quotidiana”, ma se notate qualcosa che può essere migliorato, agite con coraggio.

La Prof.ssa Cepiku ha anche sollevato una critica sui concorsi per dirigenti, che spesso richiedono una conoscenza del diritto troppo specifica, quasi accademica, anziché valorizzare altre competenze manageriali e di leadership necessarie per chi deve “dirigere persone e prendere decisioni su risorse finanziarie”. La PA deve imparare a selezionare dirigenti che possano passare da un settore all’altro, basando la loro efficacia sulla capacità di dirigere e prendere decisioni, non solo sulla conoscenza normativa specifica.

Prospettive Ottimistiche per il Futuro

Nonostante le sfide, emerge un cauto ottimismo. Con lo sblocco delle assunzioni e una maggiore consapevolezza sull’importanza degli strumenti di management, la pubblica amministrazione italiana sta gradualmente migliorando. C’è meno improvvisazione e una crescente comprensione che il management pubblico richiede competenze specifiche.

La Prof.ssa Cepiku conclude con un messaggio di ottimismo, convinta che il settore pubblico stia evolvendo e offrendo sempre più opportunità significative per chi cerca un lavoro con un forte impatto sociale

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