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L’AI Agentica: la prossima frontiera dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione

“Quando penso all’AI agentica, penso alla parola agenzia: la volontà e la capacità di intraprendere un’azione basata sulla propria comprensione.”
Così Chidester (Head of Global Strategy & Innovation – Public Sector presso Adobe) descrive quella che potremmo considerare la terza fase dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, oltre la predittiva e la generativa.

Dall’AI predittiva alla generativa: un percorso inevitabile

Negli ultimi anni abbiamo visto affermarsi due grandi filoni:

Queste tecnologie hanno già trasformato il nostro modo di lavorare, ma resta un limite: non hanno ancora la capacità di agire autonomamente. Qui entra in gioco l’AI agentica.

Cosa rende “agentica” l’intelligenza artificiale?

Tre sono gli ingredienti chiave:

  1. Comprendere il contesto e l’intento.
  2. Prevedere scenari e bisogni.
  3. Agire, intraprendere azioni concrete.

Non più solo analisi o produzione di contenuti, ma la possibilità di intervenire direttamente per risolvere un problema.

Applicazioni rivoluzionarie nella PA

Gli esempi sono già concreti:

Si tratta di una trasformazione profonda, che tocca la qualità dei servizi ma anche l’organizzazione stessa della PA: meno attività ripetitive, più tempo per compiti ad alto valore aggiunto.

L’impatto sulla forza lavoro

Come ogni rivoluzione tecnologica, anche questa porta con sé sfide e timori. Alcuni ruoli saranno trasformati o scompariranno, ma ne nasceranno di nuovi. La lezione della rivoluzione industriale è chiara: la chiave è formazione e adattamento.

In fondo, l’adozione dell’AI agentica non è solo un tema tecnologico: è una questione di change management.

Quali competenze servono?

Il talento pronto per il futuro non sarà definito solo da competenze tecniche, ma da tratti personali:

Sono le stesse qualità che rendono un buon dirigente pubblico capace di andare oltre l’adempimento normativo.

Uno sguardo oltre la PA

Non è un caso che i settori più avanti nell’adozione dell’AI agentica siano quelli a diretto contatto con i cittadini – retail e servizi finanziari. Qui la pressione competitiva è altissima. La PA, pur non avendo la stessa logica di mercato, può trarre ispirazione: ogni cittadino è un “cliente” che si aspetta risposte rapide, accessibili e personalizzate.

Una parola per il futuro: dirompente

L’AI agentica sarà disruptive. Ma come tutte le tecnologie, non sarà la tecnologia in sé a determinare il futuro: sarà l’uso che ne faremo.
Se sapremo governarla con valori, visione e coraggio, potrà diventare un alleato prezioso per ridurre le disuguaglianze, liberare risorse umane e creare più valore pubblico.

Non dobbiamo avere paura di questa nuova frontiera. Piuttosto, dobbiamo chiederci: come può l’AI agentica rafforzare la missione della Pubblica Amministrazione – servire con competenza, equità e innovazione – senza tradirne i principi fondamentali?

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