Riflessioni dal mio intervento al ForumPA 2025
Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento radicale nell’approccio alla Pubblica Amministrazione. Non parliamo più di semplici riforme normative, ma di una vera e propria trasformazione culturale che pone le persone – sia dipendenti che cittadini – al centro dell’organizzazione. È quello che potremmo definire il passaggio verso una “Pubblica Amministrazione Aumentata”: una PA che valorizza il capitale umano, sfrutta la flessibilità organizzativa e abbandona la logica dell’adempimento per abbracciare quella del risultato.
Oltre le norme: nuovi modelli organizzativi
Al ForumPA 2025 è emerso chiaramente come il dibattito si sia finalmente spostato dalle discussioni puramente normative verso temi più strategici: leadership, gestione delle risorse umane, formazione. Questo cambio di prospettiva rappresenta una svolta fondamentale. La Pubblica Amministrazione italiana sta cercando di superare l’approccio burocratico tradizionale per sviluppare modelli organizzativi più dinamici ed efficaci.
I contratti collettivi della tornata 2019-2021 hanno segnato il primo passo in questa direzione, trasformandosi da meri sistemi di regole in strumenti utili per l’organizzazione e per il datore di lavoro. Con il contratto delle Funzioni Centrali (2022-2024), abbiamo aggiunto ulteriori elementi di flessibilità come la settimana corta, che risponde sia alle esigenze dell’amministrazione che a quelle di conciliazione vita-lavoro dei dipendenti.
Age Management: gestire la diversità generazionale
Un aspetto cruciale della PA aumentata è l’attenzione alle diverse generazioni presenti negli uffici pubblici. Dopo più di dieci anni di blocco delle assunzioni, ci troviamo con un’età media molto avanzata e un divario significativo tra dipendenti prossimi alla pensione e nuovi assunti.
Abbiamo quindi introdotto nei contratti norme sull’age management, per stimolare l’attenzione del datore di lavoro sulla diversità di età all’interno delle organizzazioni pubbliche. Non si tratta di un mero adempimento burocratico, ma di uno strumento gestionale che riconosce che persone in diverse fasi della carriera hanno esigenze, motivazioni e competenze differenti che vanno valorizzate in modo appropriato.
Lo smart working come opportunità organizzativa
Uno degli elementi più innovativi di questa trasformazione è il ripensamento dello smart working. Superata la fase emergenziale della pandemia, dobbiamo ora considerarlo non come un diritto individuale del dipendente, ma come una modalità organizzativa che risponde alle necessità dell’amministrazione, pur tenendo conto delle esigenze di conciliazione vita-lavoro.
Lo smart working, insieme alla settimana corta e ad altre forme di flessibilità, non deve essere visto come un fattore di inefficienza, ma come un’opportunità per rendere più efficaci i servizi pubblici. La sfida è trasformare queste modalità flessibili in strumenti per migliorare la produttività e la qualità del lavoro pubblico.
Attrarre i giovani: il vero investimento per il futuro
Per costruire una PA aumentata è fondamentale attrarre nuovi talenti. Dobbiamo chiederci cosa i giovani possano volere dal lavoro nella pubblica amministrazione, oltre alla stabilità contrattuale. È necessario raccontare meglio le attività delle amministrazioni pubbliche e dare uno scopo, un significato all’impegno professionale in questo settore.
Molte amministrazioni non hanno sviluppato vere capacità di reclutamento moderno, fermandosi all’approccio tradizionale del concorso pubblico. Reclutare significa invece andare a cercare attivamente le competenze necessarie, creando ponti con le università attraverso apprendistati, tirocini e dottorati di ricerca all’interno della PA.
C’è un mondo di giovani interessati alla pubblica amministrazione non per il “posto fisso”, ma per contribuire al bene comune. Dobbiamo intercettare questo bisogno, cambiando l’atteggiamento delle amministrazioni pubbliche e andando incontro alle nuove generazioni.
Dalla teoria alla pratica: il gap implementativo
Nonostante i contratti offrano già molte opportunità innovative, spesso le amministrazioni non sanno coglierle pienamente. Il passaggio dall’adempimento ai risultati richiede non solo nuove norme, ma una nuova mentalità gestionale e una leadership adeguata.
La buona notizia è che nella pubblica amministrazione italiana si respira oggi molta positività e desiderio di cambiamento. Al di là dei problemi, c’è una crescente consapevolezza della necessità di mettere a frutto le opportunità disponibili attraverso una gestione più dinamica e orientata ai risultati.
Conclusione: verso una PA davvero “aumentata”
La Pubblica Amministrazione aumentata è quella che sa valorizzare il proprio capitale umano, gestire la diversità generazionale, sfruttare la flessibilità organizzativa e orientarsi ai risultati piuttosto che agli adempimenti. È una PA che sa attrarre talenti non solo offrendo stabilità, ma anche significato e possibilità di crescita professionale.
Il cammino è ancora lungo, ma il dibattito che si è sviluppato al ForumPA 2025 dimostra che la direzione è quella giusta. La sfida ora è trasformare queste visioni in pratiche quotidiane, superando le resistenze culturali e organizzative che ancora persistono in molte realtà della nostra amministrazione pubblica.
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