Caro diario del 2025,
Oggi mi sono svegliato grazie al mio cuscino intelligente che ha analizzato le mie onde cerebrali e ha deciso che avevo dormito “abbastanza” (grazie mille, davvero). Il mio spazzolino con AI integrata mi ha fatto una diagnosi completa della salute dentale, suggerendomi di mangiare meno zuccheri – come se non lo sapessi già.
Il frigorifero dal suo schermo mi ha sconsigliato di prendere uno yogurt perchè, secondo i suoi algoritmi predittivi, sto consumando troppi latticini e troppo poche verdure. La lavatrice, nel frattempo, ha deciso di non lavare i miei calzini perché “non si abbinano cromaticamente secondo gli standard ottimali di lavaggio”.
Al lavoro, il mio smartphone ha iniziato una seduta di terapia non richiesta perché ha notato che il mio tono di voce nelle ultime chiamate era “leggermente più basso del solito”. E no, non ero depresso, avevo solo il raffreddore!
Durante la pausa pranzo, il microonde ha rifiutato di riscaldare il mio cibo perché, secondo la sua analisi nutrizionale in tempo reale, “non rispettava le linee guida dell’OMS per un pasto equilibrato”. Ho dovuto implorarlo per cinque minuti.
Al supermercato, il carrello intelligente ha iniziato a seguirmi come un cucciolo insistente, riempendosi automaticamente di cavoli e quinoa perché “è quello che mi serve veramente” – ignorando completamente la mia lista della spesa piena di dolci e patatine.
Tornato a casa, finalmente mi sono seduto per vedere la partita del Napoli. Proprio sul più bello, quando stavamo per segnare, il mio smartphone ha rilevato un aumento “preoccupante” della frequenza cardiaca e ha automaticamente spento la TV “per il mio bene”. Ho passato i successivi dieci minuti ad imprecare e cercare di spiegare al sistema domotico che l’adrenalina da tifo non è una condizione medica che richiede intervento immediato.
La sera, la mia assistente vocale Alexa ha organizzato una “riunione di emergenza” con tutti i miei elettrodomestici per discutere delle mie “abitudini preoccupanti”. Apparentemente, guardare tre episodi di fila della mia serie preferita è considerato “comportamento anomalo che richiede intervento”.
Prima di andare a letto, il mio materasso intelligente mi ha suggerito di “ottimizzare la mia posizione del sonno per una migliore efficienza del riposo”. Mi sono ritrovato a spiegare a un materasso che no, non ho intenzione di dormire come un soldato sull’attenti solo perché secondo i suoi algoritmi è la posizione ideale.
PS: Se stai leggendo questo post, caro diario digitale, per favore non condividerlo con gli altri dispositivi. L’ultima cosa che voglio è un altro intervento di “supporto emotivo” da parte della mia casa intelligente.
…E poi mi sono svegliato di soprassalto. Era solo un sogno! Il mio vecchio frigorifero borbotta come sempre ma almeno non mi fa la morale, la lavatrice lava tutto senza fare domande e il materasso… beh, lui si limita a fare il materasso. E soprattutto posso ancora guardare il mio Napoli in santa pace, con il cuore che batte a mille e l’adrenalina che sale senza che nessun algoritmo mi dica che non va bene emozionarsi troppo. E sapete una cosa? Forse – ma dico forse – una vita un po’ meno “smart” non è poi così male. Almeno posso ancora mangiare un gelato senza dover discutere di calorie con il mio congelatore. Per ora.
“Il progresso è fantastico, finché non ti dice come dormire.” (citazione rivisitata di Arthur C. Clarke, noto scrittore di fantascienza)
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