Avevo un’ipotesi. Si è rivelata sbagliata, nel senso migliore.

Quando ho lanciato il Mercoledì dei Giovani PA, pensavo di trovare qualcuno disposto a raccontare la propria esperienza. Non mi aspettavo quello che è arrivato nelle prime ventiquattr’ore: decine di candidature, da nord a sud, da ministeri a piccoli comuni, da ospedali a università. E soprattutto non mi aspettavo la qualità di quello che hanno scritto.

Lasciatemi spiegare di cosa si tratta, per chi non lo conosce ancora.

Un’idea semplice, un presupposto scomodo

Il Mercoledì dei Giovani PA è uno spazio che ho creato per dare voce a chi lavora nella pubblica amministrazione italiana sotto i 35 anni. Ogni due settimane, un giovane dipendente pubblico — funzionario, assistente, infermiere, istruttore di un piccolo comune — racconta la propria esperienza in una videochiamata che pubblico su YouTube. E quando vuole, scrive anche un articolo per questo blog.

Nessuna agenda. Nessuna gerarchia. Nessuno script.

Il presupposto scomodo è questo: nella PA si parla di giovani in continuazione — nei convegni, nei tavoli di riforma, nei documenti strategici. Si parla quasi mai con loro. Questo progetto nasce per correggere quell’asimmetria.

Ho messo online un form di candidatura il 1° giugno. In meno di due giorni ho ricevuto oltre venti risposte.

Cosa hanno scritto

Il form chiedeva, tra le altre cose, una cosa semplice: perché vorresti partecipare? Massimo 300 caratteri. Basta qualche riga, scrivevo. Non serve essere perfetti — conta la sincerità.

Ecco cosa conta davvero, allora. Alcune delle risposte che mi hanno colpito di più — in anonimo, perché qui conta il pensiero, non il nome.

«Se non può esistere una PA a misura di giovane, può esserci un giovane a misura di PA. Ma per poter sussistere, il binomio ha bisogno che la PA recepisca le aspirazioni professionali dei giovani.»

— Istruttore, Emilia-Romagna

«Credo che la mia generazione abbia una responsabilità particolare: oggi siamo i più giovani della PA, ma tra pochi anni ne saremo la componente più esperta. Vorrei contribuire alla sua trasformazione dall’interno.»

— Collaboratore amministrativo, Piemonte

«Sono sempre stata dell’idea che bisogna fare sentire la voce dei giovani; solo se veniamo ascoltati, coinvolti possiamo considerarci parte del cambiamento. E odio sentire “abbiamo sempre fatto così!”»

— Funzionario amministrativo, Emilia-Romagna

«Voglio dare la mia prospettiva perché finora ho sentito parlare di giovani nella PA solo da over 50.»

— Funzionario amministrativo, Lombardia

«Credo in una PA capace di innovare senza perdere il contatto con le persone. Vorrei raccontare perché oggi vale ancora la pena scegliere il servizio pubblico.»

— Istruttore amministrativo, Umbria

«Vorrei raccontare come spesso il vero ostacolo nella PA non siano le norme, ma la resistenza al cambiamento.»

— Funzionario di Polizia Locale, Toscana

«I giovani della PA hanno poche occasioni per essere ascoltati. Questa mi sembra una buona opportunità.»

— Funzionario amministrativo, Lombardia

«Sono preoccupata del futuro che mi attende nell’istituzione presso cui presto orgogliosamente servizio.»

— Collaboratore amministrativo, Puglia

«Ritengo che si sottovalutino le possibilità della PA.»

— Infermiere con incarico di funzione organizzativa, Lombardia

Quello che mi hanno detto davvero

Leggendo queste righe — e le altre, altrettanto significative, che non ho riportato per ragioni di spazio — ho capito qualcosa che forse sapevo ma non avevo mai visto scritto così chiaramente.

I giovani nella PA non hanno perso la voglia di esserci. Hanno perso la voglia di tacere.

C’è chi ha scelto la PA dopo anni nel privato o all’estero, e vuole spiegare perché. Chi ha costruito qualcosa di concreto nonostante resistenze e ostacoli, e vuole che si sappia. Chi è entrato da meno di un anno e ha già una visione. Chi lavora in un piccolo comune dell’Umbria o in un’azienda sanitaria del nord e porta una prospettiva che i grandi convegni romani non vedono mai.

Non chiedono cattedre. Chiedono ascolto. E quando glielo offri — davvero, senza agenda — hanno molto da dire.

La prima puntata del Mercoledì dei Giovani PA uscirà mercoledì 11 giugno su YouTube. Se vuoi candidarti, il form è ancora aperto (qui il link). Se vuoi seguire questo spazio, iscriviti al blog o al canale.

Ci vediamo mercoledì.

Hai trovato la tua frase, tra quelle che ho citato? O ne avresti scelta un’altra? Scrivimelo nei commenti.

Rispondi

Scopri di più da antonionaddeo.blog

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere