CCNL FUNZIONI CENTRALI: FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA SULLA QUARTA AREA E SUL NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE

Con riferimento ai commenti del mio precedente post, sull’istituzione della quarta area e sul nuovo sistema di classificazione, ritengo necessario fornire alcuni chiarimenti vista anche la confusione normativa che molti fanno.

In questo caso, contrariamente a quanto mi ero prefissato per questo blog, l’articolo è sfacciatamente giuridico.

Il CCNL comparto Funzioni centrali relativo al triennio 2019-2021, con riferimento all’ordinamento professionale, attua un’armonizzazione dei differenti ordinamenti professionali presenti nei precedenti comparti Ministeri, Agenzie fiscali, EPNE, e nelle amministrazioni del CNEL, ENAC, AGID (per queste due sono previste successivi step di adeguamento), portando a compimento un percorso avviato nel 1999 allorquando si è ritenuto opportuno abbandonare la rigida parcellizzazione del personale in nove (a volte 11) qualifiche funzionali per passare ad un’organizzazione per AREE (tre). Tale percorso, nelle amministrazioni storicamente meno inclini al recepimento delle innovazioni organizzative ha richiesto un processo per piccoli passi che, complice il blocco decennale della contrattazione collettiva, è durato oltre 20 anni.

In particolare, nella tornata contrattuale 1998-2001 è stato definito un sistema di classificazione articolato in tre aree con all’interno 7 posizioni economiche (e soppressione degli ex livelli I e II) che, a discapito del nome, avevano anche connotazione giuridica. Ed infatti, ad esempio nel comparto Ministeri, “Ogni dipendente è inquadrato, in base alla ex qualifica e profilo professionale di appartenenza, nell’area e nella posizione economica ove questa è confluita ed è tenuto a svolgere, come previsto dall’art. 56 del d.lgs. 29/1993, tutte le mansioni considerate equivalenti nel livello economico di appartenenza. nonché le attività strumentali e complementari a quelle inerenti lo specifico profilo attribuito.”

Il successivo step è stato effettuato nella tornata contrattuale 2006-2009, allorquando le tre aree, che corrispondono a livelli omogenei di competenze, conoscenze e capacità necessarie per l’espletamento di una vasta e diversificata gamma di attività lavorativevengono articolate in fasce retributive e non più posizioni economiche. In tale contesto, proseguendo sempre con l’esempio del comparto Ministeri, “Ai sensi dell’art. 52 del d.lgs. n. 165 del 2001, ogni dipendente è tenuto a svolgere le mansioni considerate professionalmente equivalenti all’interno dell’area, fatte salve quelle per il cui espletamento siano richieste specifiche abilitazioni professionali. Ogni dipendente è tenuto, altresì, a svolgere tutte le attività strumentali e complementari a quelle inerenti allo specifico profilo attribuito.” Si tratta di un nuovo importante passo nella strada della semplificazione organizzativa. Tuttavia, va registrato che nella tornata contrattuale 2006-2009, solo per alcuni comparti è stata completamente abbandonata la possibilità di prevedere profili con accesso diverso dalla prima fascia economica, mentre in altri comparti (ministeri ed agenzie fiscali) tale facoltà è rimasta, lasciando alle amministrazioni la decisione in merito alla collocazione dei profili, nel rispetto dei criteri definiti dal CCNL. Su tale aspetto il contratto precisava che “I profili, distinti per settori di attività, possono accorpare le mansioni precedentemente articolate sulle diverse posizioni economiche di ciascuna area”. Le scelte operate dalle diverse amministrazioni sono state differenti, per cui in alcune realtà i precedenti profili sono stati unificati in uno solo con accesso alla fascia iniziale, in altre sono stati mantenuti più profili con posizione iniziale di accesso differenti.

Il processo di semplificazione ed uniformità dei sistemi di classificazione – necessario anche per agevolare la mobilità tra enti diversi, resa particolarmente complessa proprio in ragione del fatto che a parità di mansioni i profili venivano collocati in posizioni di accesso diverse a seconda delle amministrazioni – si è completato con l’ultima tornata contrattuale (2019-2021) laddove vengono confermate tre aree, con accesso sempre alla posizione iniziale, cui si aggiunge una quarta area di elevate professionalità. Leggendo le norme emerge che elementi di continuità sono rappresentati dal fatto che “Le aree … corrispondono a livelli omogenei di competenze, conoscenze e capacità necessarie per l’espletamento di una vasta e diversificata gamma di attività lavorative, secondo quanto previsto dall’allegato A. All’interno dell’Area si ha equivalenza e fungibilità delle mansioni ed esigibilità delle stesse in relazione alle esigenze dell’organizzazione del lavoro”; e che “ai sensi dell’art. 52 del d.lgs n. 165/2001, ogni dipendente è tenuto a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto e le mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento, fatte salve quelle per il cui espletamento siano richieste specifiche abilitazioni professionali”.

Il CCNL 2019-2021 ha quindi ultimato il processo di semplificazione del sistema di classificazione ed ha istituito una quarta area, così come prevede la legge, ma senza inquadramenti automatici (questo vale anche per le altre aree), perché la stessa legge stabilisce che il relativo finanziamento sia a carico delle facoltà assunzionali. Non c’è alcun sotto inquadramento degli attuali funzionari perché la terza area contiene le stesse mansioni della precedente terza area. Riporto di seguito quanto prevede il contratto.

AREA DEI FUNZIONARI:
Appartengono a quest’area i lavoratori strutturalmente inseriti nei processi produttivi e nei sistemi di erogazione dei servizi che nel quadro di indirizzi generali, assicurano il presidio di importanti e diversi processi, concorrendo al raggiungimento degli obiettivi stabiliti, assicurando la qualità dei servizi e dei risultati, la circolarità delle comunicazioni, l’integrazione/facilitazione dei processi, la consulenza, il coordinamento delle eventuali risorse affidate, anche attraverso la responsabilità diretta di moduli e strutture organizzative.
Specifiche professionali:
• conoscenze specialistiche
• competenze necessarie ad affrontare problemi complessi, anche al fine di
sviluppare conoscenze e procedure nuove
• capacità di lavoro in autonomia accompagnato da capacità gestionali,
organizzative e professionali atte a consentire la gestione efficace dei processi
affidati ed il conseguimento degli obiettivi assegnati,
• responsabilità amministrative e di risultato sui processi affidati, con possibilità
di autonoma assunzione di atti e decisioni, anche amministrative, in conformità agli ordinamenti di ciascuna amministrazione; le responsabilità possono estendersi anche alla conduzione di team di lavoro e di unità organizzative
Requisiti di base per l’accesso:
laurea (triennale o magistrale)

Ringrazio la dott.ssa Maria Vittoria Marongiu per il contributo all’articolo

19 risposte a “CCNL FUNZIONI CENTRALI: FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA SULLA QUARTA AREA E SUL NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE”

  1. Resta il fatto che chi si trovi ora in terza area come funzionario laureato magistrale (con le stesse qualifiche richieste per i dirigenti), da apicale non sarà più apicale.

    Inoltre rimane l’orrore giuridico di far accedere alla terza area anche gente non qualificata, priva di titoli di studi universitari superiori, ed esente dall’enorme impegno di superare un concorso da laureati magistrali implicante prove preselettive, scritti, e orali.

    Ribadiamo il nostro impegno a far rispettare le nostre prerogative in ogni sede, financo in sede comunitaria.

    1. Quando leggo queste cose, nel contesto attuale, non mi viene da rispondere, ma da prendere atto di una patologia psicosociale molto diffusa

  2. Intravedo due rischi: il primo è che l’area resti vuota specie nelle amministrazioni più piccole che hanno già difficoltà con le ordinarie attività di gestione delle carriere e delle assunzioni. Il secondo è che l’area venga inizialmente utilizzata per acquisire in pianta stabile professionalità esterne, relegando gli interni a un’eventuale seconda tornata anche alla luce della scarsità di formazione professionale certificata fatta negli ultimi anni. Questo sempre che le retribuzioni offerte in quarta area siano appetibili per professionisti privati che scelgono di abbandonare il mercato in genere per un mix di retribuzione e minor pressione lavorativa nel settore pubblico.

  3. Quando nell’articolo si commenta che nell’Area dei funzionari non vi è stato alcun sottodimensionamento si dice il vero. La forma e la sostanza della norma contrattuale è chiara.
    Quello che manca al commento, e lo dico senza ombra di polemica, è il percepito da parte di alcuni funzionari che, per volontà delle rispettive amministrazioni e con il consenso delle o.s., hanno continuato a esprimere la propria posizione giuridica ordinamentale come forma di “supremazia gerarchia “. Ad esempio, nella giustizia ordinaria sono state mantenute le figure del “direttore amministrativo “ (successivamente, nel 2016, perde a seguito di modifica contrattuale l’aggettivo di “amministrativo”) quale posizione professionale sovraordinata al “funzionario giudiziario”.
    Tutti i direttori, anche per merito (o, forse, colpa) della stessa amministrazione hanno sempre disapplicato quella parte della declaratoria delle Aree professionali disciplinate dagli ultimi due precedenti CCNL che affermavano quanto ricordato dal Presidente Naddeo nel suo post in termini di omogeneità e fungibilità delle mansioni nell’ambito della stessa area professionale.
    Tutti i direttori della giustizia hanno scientemente ignorato tale “dettaglio “; hanno scientemente disapplicato l’art. 52 del T.U. del Pubblico impiego del 2001.
    Da tali considerazioni nascono le forti critiche di quella categoria di funzionari che reputano offensivo l’essere associati…. Ai funzionari. Non si tratta di un ossimoro.
    Il direttore, nell’anacronistica disciplina integrativa di amministrazione della giustizia del 2010, rimane una sorta di vice-dirigente in pectore.
    Ecco, Presidente Naddeo, perché l’attuale ordinamento professionale del nuovo CCNL trova forte contrasto da parte di una categoria di funzionari che funzionari non si sentono in cuor loro essendo rimasti legati alle vecchie “Qualifiche funzionali”.

    1. Grazie per il suo commento. Lei ha centrato il problema che nasce da alcune situazioni particolari createsi all’interno di alcune amministrazioni. Ma un contratto di lavoro riguarda un’intera platea di lavoratori (in questo caso più di 200 mila), peraltro provenienti da contratti differenti. E’ ovvio che per uniformare un ordinamento professionale e renderlo più semplice per il futuro, qualche categoria possa sentirsi danneggiata. Penso che alcuni di questi problemi possano essere risolti dalle stesse amministrazioni che li hanno creati.

    2. Il Contratto firmato ieri, quale insieme di norme quadro, obbliga la contrattazione integrativa ad esigere all’interno dell’Area equivalenza e fungibilità delle mansioni. Se, nel caso citato, al Ministero della Giustizia le mansioni del Funzionario non saranno quelle dell’attuale Direttore che prevedono anche le funzioni di vicario del Dirigente (testuale ” lavoratori cui sono affidate funzioni vicarie del dirigente”) in quel caso il demansionamento ci sarà eccome. In violazione proprio di quell’art 52 D. Lgs 165/2001 che impone l’attribuzione delle mansioni del profilo superiore cui si è avuto accesso per concorso o per riqualificazione. Norma violata dai Contratti integrativi del 2010 che eliminando le figure di Direttore non hanno attribuito le stesse mansioni alla figura giuridica unica di Funzionario. E anche lì accidenti se c’è stato un demansionamento. Documenti alla mano.

      Concludendo, i Funzionari laureati che stanno protestando hanno pienamente ragione e chiedono ad Aran di vigilare affinchè la Contrattazione Integrativa garantisca le mansioni attualmente ricoperte dai Direttori e dagli apicali.

      1. In realtà, l’esempio citato sui compiti, espressamente previsti, di vicariato del
        Dirigente (dei ruoli dirigenziali) affidato ai direttori fu fortemente voluto dall’Ufficio del contenzioso del MG solo per far fronte ai numerosi contenziosi intentati dai direttori volti a ottenere la differenza retributiva da dirigente e,
        così, neutralizzare le future cause innanzi al GdL. L’operazione dispiegò i suoi effetti risolutivi delle criticità processuali, ma finì per convincere (falsamente) tutti i direttori della loro natura vice-dirigenziale.
        Si omette, infine, di dire che il C.I. del MG del 2010 fu adottato in violazione della norma contrattuale primaria che, già all’epoca, prevedeva l’obbligo per le amministrazioni di razionalizzare le figure professionali all’interno della medesima area.
        Lo so che non c’è verso di far comprendere quanto sia atavica e conservatrice la mentalità di alcuni, molti, direttori della giustizia ordinaria, ma è giunto il momento di prendere spunto da altre realtà già collaudate e più fluide come, ad esempio, quelle di alcuni EPNE che da tempo prevedono all’interno della medesima Area professionale il solo sviluppo economico, mentre l’affidamento di eventuali incarichi è attribuito ai Team leader.
        So bene quanto nella giustizia ordinaria si sia indietro con la mentalità poiché il relativo personale eredità gli stessi schemi organizzativi estremamente conservatori del personale di magistratura, ma è arrivato il momento di innovare!

      2. Veda Signor Mauro (manca il cognome), definire atavico e conservatore chi regge Uffici e lo fa da anni sacrificando anche gli affetti personali sol perché vuole difendere un traguardo professionale raggiunto è irriguardoso ed offensivo. Sarebbe molto più onesto affermare che esiste una volontà politica e sindacale di massificare i Funzionari. Personalmente non mi sento né atavico nè conservatore, mangio pane e Google e porto innovazione grazie ad una formazione continua che riesce a contaminare un team. Perche prendere per oro colato la sua filosofia organizzativa quando modelli aziendali dati per vincenti hanno già fallito nella PA? La Sanità per esempio è un disastro. I servizi ispettivi di inps e INL sono al collasso nonostante politiche di gestione ultra moderne ma penalizzanti sia nella motivazione del singolo sia nella concezione di produttività. Non offenda definendoci atavici perché a volte l’organizzazione pensata dai nostri padri è mille volte migliore di quella odierna. Con buona pace degli innovatori senza responsabilità in caso di fallimento.

  4. L’autore di questo articolo o i sagaci commentatori mi sanno spiegare, date le premesse ampiamente illustrate, come mai sono stati spesi i soldi di noi contribuenti per fare un concorso pubblico solo lo scorso anno (in piena pandemia e facendo spostare i candidati in Regioni diverse dalla propria per esami in presenza anche in zona rossa) per reclutare 400 direttori per il Ministero della Giustizia richiedendo oltre a laurea specialistica e titoli anche esperienza lavorativa pluridecennale . Mi sapete spiegare per quale motivo la sottoscritta, dopo oltre 20 anni di esperienza come Funzionaria A3F3 quale vincitrice di un concorso pubblico per laureati, ha dovuto superare un nuovo concorso esterno senza neppure la riserva dei posti per diventare Direttrice A3F3 (quindi a parità di stipendio) cambiando di conseguenza ufficio e mansioni se ciò non era “utile” all’amministrazione: secondo la mia modesta opinione oltre all’indubbio danno personale, si ravvisa sicuramente un danno erariale che andranno perseguiti in ogni opportuna sede.
    Aggiungo che questa brillante riduzione delle figure professionali è semplicemente in ritardo di 30 anni, perché era quello che proponevo io durante le assemblee dei lavoratori della giustizia negli anni 90 per la sottoscrizione del primo contratto “privatizzato” del 1995 e, nonostante fossi una neoassunta, avvisavo i colleghi dei pericoli di quel contratto che ci avrebbe portato ad essere costretti a svolgere tutti le stesse mansioni con stipendi diversi, solo che nel frattempo a me è stato richiesto di superare ben 3 concorsi esterni (oltre al danno la beffa)!
    Ora è facile un’altra previsione: questo feroce appiattimento delle competenze comporterà un grave peggioramento nell’efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione (o forse si è sempre voluto proprio questo?!?)
    Maura Bonito
    Direttice 7^ sezione civile del Tribunale di Roma

    1. Gentile dottoressa, lo deve chiedere a chi ha bandito il concorso. Sull’appiattimento delle competenze rispetto la sua opinione, ma a me non sembra con quattro aree rispetto alle tre previste dal CCNL precedente.

      1. La collega “direttrice” pome una domanda legittima. La risposta è contenuta nella volontà dell’Amministrazione di dare un’opportunità ai VPO (ora MOT) di “sistemazione “ professionale. Dopo, infatti, la sentenza della Corte di giustizia europea che ha imposto all’Italia l’assunzione nei ruoli della magistratura ordinaria dei loro “colleghi” non togati, l’amministrazione giudiziaria si è trovata innanzi alla necessità di assorbire tale categoria e lo sta facendo in modo disarticolato. Anche l’ultimo concorso per cancelliere esperto è stato costruito con questa finalità, nonostante si tratti di posizione professionale che non richiede il diploma di laurea per accedervi.
        La risposta fornita dal Presidente Naddeo conferma ulteriormente quanto personalmente penso già da molto tempo sulle capacità organizzative e innovative dei vertici della Giustizia.
        Per rispondere anche al collega della Procura di Napoli, le sue altrettanto legittime, ma non condivisibili, opinioni sono per me l’ulteriore conferma di una visione distorta dell’organizzazione del lavoro pubblico. Generalmente, i direttori sono convinti di lavorare in una caserma composta da generali, colonnelli e… caporali di giornata.
        Anche il riferimento alle Aziende sanitarie e al servizio ispettivo di Inps e Inali sono decontestualizzati.
        Le problematiche delle A.S. sono ben altre. Non è il loro impianto aziendalistico ad essere fallace, ma le ingerenze politiche di lottizzazione, semmai.
        I servizi ispettivi di Inps e Inail soffrono della riforma parziale voluta dal Governo Renzi che ha voluto trasferire le relative competenze creando un’ Agenzia nazionale degli ispettori del lavoro, senza mai averne voluto realmente potenziare i servizi e razionalizzare le competenze con quelle rimaste in attribuzione agli altri Enti. Anche in quest’ultimo caso la politica ha voluto depotenziare scientemente il sistema dei controlli ispettivi dedicati alla tutela dei lavoratori. Il modello gestionale delle professionalità di Inps e Inail disegnato dai rispettivi Contratti integrativi non c’entra nulla.
        Devo, infine, denunciare che la mentalità conservatrice di molti colleghi direttori amministrativi è da attribuire al fatto che, di norma, agli stessi non interessa solo tutelare legittimamente la loro professionalità, ma quella, soffusa e meno legittima, di creare un vero e proprio diaframma com il resto del
        personale non dirigenziale. In poche parole, i colleghi direttori, nella maggior parte dei casi, non considerano neanche colleghi la restante parte del personale.
        Si preferisce perpetrare le logiche da caserma.

    2. Devo ulteriormente fornire una risposta alla collega del Tribunale di Roma quando ritiene che l’attuale CCNL sia foriero di appiattimento professionale.
      Nom credo che possa sinceramente realmente pensare quanto da lei affermato perché conosce bene quanto viene fatto dai suoi colleghi funzionari giudiziari del medesimo tribunale cui è stata attribuita, a costo zero, la responsabilità di una cancelleria.
      Mi riferisco a qui funzionari giudiziari che sono stati definiti con l’appellativo di “funzionari direttori “.

      1. Caro collega Mauro forse è sfuggito un passaggio del mio precedente commento: io nei 20 anni precedenti alla partecipazione e vincita del concorso da Direttore ero la Funzionaria Responsabile dell’Ufficio Affari Civili della Procura Generale di Roma (a seguito di concorso esterno per laureati, essendo stata in precedenza dal 1992 al 1999 un assistente giudiziario) e sono stata sottoposta a preselezione a titoli dove era necessario, oltre a laurea specialistica (cosa che come è noto non tutti gli attuali Funzionari hanno) anche esperienza pluridecennale nel settore della Giustizia come ad esempio l’iscrizione all’albo degli avvocati, mi sono dovuta recare a Perugia in piena zona rossa per superare un esame su oltre dieci materie (compreso inglese ed informatica): cui prodest? L’unica cosa dignitosa e giusta da fare sarebbe stato inquadrare noi Direttori direttamente nell’area delle Elevate Professionalità, cosa che spero sia ancora possibile in sede di Contratto Integrativo Giustizia dato che la specifica di quell’area corrisponde esattamente a quanto è stato selezionato con il concorso a 400 Direttori!

  5. Dice il Signor Mauro (Mauro chi? ) “i colleghi direttori, nella maggior parte dei casi, non considerano neanche colleghi la restante parte del personale.
    Si preferisce perpetrare le logiche da caserma”. Direi che tanto basta per chiudere qui il confronto.

  6. Sono un ex consigliere di ragioneria ora funzionario apicale area terza. Sono entrato nell’amministrazione civile dell’interno nel 1994, con concorso riservato a laureati in economia e commercio, ho passato due esami scritti più un colloquio, sei mesi di corso presso la SSAI. Il posto che ho meritato vincendo il concorso prevedeva una carriera dirigenziale parallela a quella della carriera prefettizia. Dopo pochi anni mi ritrovo con la stessa qualifica dei COLLEGHI che non solo non hanno fatto il mio percorso di formazione, ma che inoltre non hanno mai svolto lavoro con incarichi di responsabilità, e molti di loro sono entrati nella PA senza passare un concorso. Ma soprasediamo perché comunque io rimanevo apicale e quindi avevo un distinguo economico con le fascie. Passano gli anni, circa 20, io sono apicale, la mia categoria ex direttivi, non ottiene nulla solo promesse: concorso alla dirigenza riservato – NEGATO, vicedirigenza – NEGATA, ruolo ad esaurimento – NEGATO, ecc….Nel frattempo la tua area terza cresce perché c’è chi dalla seconda e a volta anche dalla prima area passa alla terza, non basta anche all’interno della terza area gli altri colleghi giustamente vanno avanti e ti raggiungono. Potrei elencare altre storture del sistema ma a me pare che questo breve racconto sia sufficiente a dimostrare che la mia categoria non ha avuto il riconoscimento di un sacrosanto diritto del lavoratore, IL DIRITTO ALLA CARRIERA.
    Ora spiegatemi cosa c’entrano gli atteggiamenti da caserma, o i rapporti con i colleghi, e altre poco edificante scuse qui riportate.
    Pare abbastanza evidente che il non riconoscimento del diritto alla carriera comporta un appiattimento dell’ultima area ossia la terza, non riconoscere questo dato di fatto non fa onore a chi nei tavoli contrattuali ha delle alte responsabilità che non sono solo di natura sindacale o contrattuale, ma di carattere generale e del buon andamento della res pubblica, oltre ad avere rilevanza etica, perché dietro le decisioni, i contratti, le affermazione che facciamo, ci sono delle oneste persone, che chiedono di essere rispettate e non calpestate, come io mi sento di essere: CALPESTATO.

    1. Mi scusi ma la quarta area non è uno sviluppo di carriera? Lei è apicale per posizione economica, non giuridica. Il suo trattamento economico non verrà toccato, anzi avrà la possibilità di fare progressioni economiche ulteriori. È vero dietro un CCNL ci sono oneste persone, in questo caso ce ne sono 220.000 non solo quelle appartenenti ad una determinata area o un particolare settore.

      1. Se fosse vero o meglio realistico, il fatto che l’istituzione della IV area rappresenti lo sviluppo di carriera che giustamente deve essere riconosciuto a tutti, allora non avrei di che recriminare.
        Ma faccio osservare:
        1- la quarta area nasce vuota;
        2- essa è senza copertura finanziaria;
        3- nasce principalmente per permettere l’inquadramento del nuovo personale da assumere per il PNRR
        4- non sono stabiliti i criteri di accesso per coloro che per l’appunto potranno avere un passaggio interno da terza a quarta area;
        5- è demandata, in ultima analisi, alla contrattazione decentrata la scelta dei criteri da seguire per selezionare il personale che avrà diritto di accesso e con quale priorità, mentre vorrei precisarlo sono stati già stabiliti (con tanto di decreto e copertura finanziaria) i passaggi dalla prima alla seconda area e dalla seconda alla terza (anche per personale con solo diploma).
        INSOMMA secondo lei io dopo 26 anni di non carriera, alla luce di quanto osservato, posso dire che questo contratto mi dia reali possibilità di fare progressioni economiche e/o di carriera?
        Ma aldilà del mio pessimismo, il punto centrale rimane il fatto che questo contratto, come almeno i 4 precedenti, non garantiscono una progressione di carriera al personale che almeno sulla carta può definirsi più titolato in quanti ha vinto un concorso per laureati e il più delle volte svolge compiti da direttivo, come il mio caso di responsabile di un ufficio amministrativo contabile della polizia di stato oltre che addetto al riscontro contabile. E quindi non garantisce l’efficienza ed efficacia della PA.
        Ecco perché alcune categorie di funzionari fanno pressione perché almeno in prima battuta, venga data una garanzia di passaggio all’istituenda IV area al personale con laurea magistrale e specifica nel settore in cui opera. Questo permetterebbe anche di sanare della storture che oggettivamente hanno penalizzato del personale a scapito di altri più fortunati. Si è vero un contratto si rivolge a 220000 lavoratori e io mi batterei contro l’ingiustizia subita anche solo da uno di loro. Figuriamoci se non recriminare quando da decenni e sempre la stessa categoria a subire trattamenti non equi!!
        La ringrazio comunque per il suo interesse, sinceramente sono davvero onorato di avere avuto un suo riscontro.

      2. Buongiorno Presidente, allo stato, e sappiano benissimo che non dipende da Aran che non ha alcun potere decisionale al riguardo, non rappresenta uno sviluppo di carriera. Semplicemente perché non abbiamo neanche la certezza che venga attivata in tutte le Amministrazioni ovvero, anche se attivata non vi acceda nessuno dall’interno per problemi economico, mancato accordo con i Sindacati o semplicemente per decisione dell’Amministrazione. In tali casi verrebbe precluso a tanti Funzionari il diritto alla progressione garantito agli appartenenti delle altre Aree. Con la consueta stima.

  7. bhe..che dire, ho letto tutte le varie osservazioni formulate in questo blog, mi presento, mi chiamo Mario ROMANO e sono stato dal 1984, si avete letto bene, dal 1984 un semplice commesso del Ministero dell’Interno, assunto già come APICALE nella prima fascia. Orbene sono andato in pensione il 3 gennaio del 2021….e sapete con quale qualifica ?…Di commesso…solo che ho visto cambiare in tutti questi anni non solo il nome della qualifica apicale diventata ora Operatore, ma anche le mansioni che da più di 20 anni mi hanno visto in prima linea come operatore informatico in una Questura, 36 anni senza carriera a guardare i miei colleghi passare nell’area B e lo scrivente, pur partecipando alla prima selezione, rimanere imperterrito sempre li, con il diritto ad una pur misera carriera perennemente impantanato.
    Il nuovo contratto sembra ora sbloccare questo impasse per questi umili lavoratori e per quanti sono stati apicali nelle 3 aree, ma per lo scrivente, ciononostante, non ho ravvisato nessuno spiraglio di miglioramento, perchè, pur essendo parzialmente ancora nel contesto lavorativo con l’applicazione del CCNL MINISTERI 2019-2021, ancora una volta ritengo di non poter prendere, quale consolazione, non dico un passaggio all’area superiore, pur avendo diploma, anzianità, mansioni superiori, ecc..ecc. ma almeno vedere applicato oltre alle nuove aliquote stipendiali almeno un differenziale stipendiale che renderebbe meno amara la pillola……Alla faccia della nostre belle Istituzione che recitano a caratteri cubitali che ogni lavoratore ha diritto allo stipendio, alle ferie ed alla ……carriera.( Ahh…Ahh)
    E come diceva il nostro indimenticabile Antonio DE CURTIS……..ma mi faccia il piacere…….

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