A volte visito Reddit per leggere le opinioni e le domande dei giovani sulla pubblica amministrazione. Già ho pubblicato un report sul tema dal titolo: Posto Fisso nella PA: Vantaggi e Svantaggi del Lavoro Pubblico in Italia

L’analisi riguarda la percezione dei giovani nei confronti della Pubblica Amministrazione (PA) e del pubblico impiego. I temi principali emersi riguardano la carriera, lo stipendio, l’ambiente di lavoro, il work-life balance e le aspettative future.

1. Carriera e Crescita Professionale

Molti giovani si interrogano sulla possibilità di fare carriera all’interno della PA. Emerge una percezione diffusa di una carriera quasi inesistente o molto lenta, a meno di non puntare a ruoli dirigenziali, che spesso non sono in linea con le aspirazioni professionali (es. programmazione per informatici). Si discute anche della difficoltà di rientrare nel settore privato una volta acquisita esperienza nella PA, a causa della scarsa spendibilità di tale esperienza nel mercato privato, soprattutto per profili tecnici.

2. Stipendio e Compensazione Economica

Il tema dello stipendio è ricorrente. Molti lamentano una RAL (Retribuzione Annua Lorda) che rimane invariata per decenni, considerandola spesso non competitiva rispetto al settore privato, specialmente per laureati con competenze specifiche (es. IT). Tuttavia, alcuni riconoscono che, per certi ruoli non tecnici, lo stipendio nella PA può essere competitivo o comunque offrire una stabilità economica che il privato spesso non garantisce, soprattutto in contesti di precariato.

3. Ambiente di Lavoro e Work-Life Balance

L’ambiente di lavoro nella PA è oggetto di discussioni contrastanti. Alcuni post esprimono preoccupazioni riguardo a mobbing, colleghi irrispettosi e carichi di lavoro non commisurati. Altri, invece, sottolineano come il work-life balance sia un punto di forza della PA, con orari di lavoro più gestibili, straordinari pagati e un ambiente meno tossico rispetto a molte realtà private. Lo smart working è visto come un fattore attrattivo per i giovani.

4. Aspettative e Scelte di Vita

I giovani si trovano spesso di fronte a un bivio: accettare la stabilità e la tranquillità del posto fisso nella PA, rinunciando magari a maggiori ambizioni di carriera e stipendi più elevati nel privato, o affrontare l’incertezza del settore privato con la speranza di una crescita più rapida e remunerativa. Molti scelgono la PA per la sicurezza, la possibilità di conciliare vita privata e lavoro, e per avere una base sicura per investimenti o per dedicarsi ad altri interessi. C’è chi si pente di non essere entrato prima nella PA e chi, pur riconoscendo i benefici, si sente “intrappolato” e cerca vie d’uscita verso il privato. La possibilità di fare “job hopping” nel privato dopo un’esperienza nella PA è un tema di dibattito, con pareri contrastanti sulla spendibilità dell’esperienza pubblica.

5. Concorsi e Assunzioni

Il processo di assunzione tramite concorso è un altro argomento di discussione. Alcuni lo vedono come l’unica via per entrare nella PA, altri si interrogano sulla sua efficacia e trasparenza. Viene menzionata la selettività di alcuni concorsi (es. Banca d’Italia, che non è in senso stretto una PA) e la percezione che, in generale, i concorsi siano molto competitivi.

Conclusioni Preliminari

Dai post analizzati emerge un quadro complesso e sfaccettato delle percezioni dei giovani italiani riguardo alla pubblica amministrazione e al pubblico impiego. Se da un lato la PA offre stabilità, sicurezza e un buon work-life balance, dall’altro presenta limiti in termini di crescita professionale, stipendi e dinamicità. I giovani sono spesso combattuti tra la ricerca di un ambiente lavorativo stimolante e ben retribuito nel privato (ma è sempre così) e la sicurezza offerta dal settore pubblico. Le discussioni riflettono una profonda riflessione sulle priorità personali e professionali, con un occhio attento al futuro e alle opportunità di carriera.

Se c’è qualche giovane che sta leggendo, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa!

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4 responses to “Analisi delle discussioni su Reddit: Giovani e Pubblica Amministrazione”

  1. Sono un giovane di 28 anni e da quasi cinque anni lavoro nella Pubblica Amministrazione, attualmente nel ruolo di Assistente Tecnico presso un Ministero. Nonostante sia laureato e abbia acquisito competenze e responsabilità nel tempo, mi trovo a dover fare i conti con un sistema che rende estremamente difficile qualsiasi percorso di crescita professionale. Le progressioni di carriera sono legate a requisiti temporali rigidi – come i cinque anni di servizio effettivo – e, anche una volta raggiunti, non è affatto garantito che vengano avviate procedure di avanzamento. Questo genera un senso di stallo che pesa, soprattutto sui più giovani.

    Alla frustrazione professionale si aggiunge quella economica. Gli stipendi attuali della PA, soprattutto nei profili tecnici e amministrativi di ingresso, sono del tutto sproporzionati rispetto al costo della vita nelle grandi città. Molti di noi, spesso costretti a trasferirsi per lavoro, faticano ad arrivare a fine mese, rinunciando a una vita dignitosa e a qualsiasi progettualità a lungo termine.

    In tutto questo, il lavoro agile – che potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per bilanciare vita privata e professionale, oltre che per ridurre i costi individuali – incontra ancora diffidenze e resistenze culturali all’interno dell’amministrazione. È difficile non sentirsi penalizzati, dimenticati da un sistema che sembra guardare al passato più che al futuro, e che non valorizza adeguatamente il contributo dei giovani dipendenti pubblici.

  2. Non rientro più nella categoria “giovani” e concorro ormai per la categoria “vecchie proposte”, ma sono riuscita ad entrare nella PA (prima da esterna e poi da interna) a 29 anni. E forse allora “giovane” lo ero per davvero.
    Molte cose sono cambiate in 11 anni ma, ahimè, molte ne devono ancora cambiare se la PA ambisce ad essere veramente attrattiva e competitiva. Gli strumenti ci sono. I cervelli anche.
    Confidiamo in una classe dirigente illuminata che sappia coniugare le due cose per dare un’accelerata e una svecchiata a questa Pubblica Amministrazione. Che deve essere di tutti e per tutti.

  3. sarebbe bello che ai funzionari con laurea venisse permesso di accedere agilmente all’area delle elevate professionalità, con retribuzione congrua. Invece l’unica iniziativa governativa e di ARAN è stata quella di far accedere all’area dei funzionari gente senza laurea, di fatto svilendo ogni alta qualificazione presente, mortificandola. D’altro canto una EP parte da 50k, e alcune PA centrali già pagano tanto i propri funzionari, quindi perché non reinquadrarli in tale area, distinguendoli da chi non ha studiato?

    1. Si sbaglia. L’accesso alla elevata professionalità nelle funzioni centrali e’ solo con la laurea. Questo è scritto nel CCNL. Le progressioni verticali in deroga al titolo di studio (previste dalla legge) sono per gli altri passaggi e solo per un limitato periodo di tempo.

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